Mozart - Basilica di Santa Maria di Nazareth

Sabato 7 dicembre 2019 - Concerto alla presenza di un pubblico foltissimo

 

 

L'acustica:

La chiesa è perfetta da questo punto di vista, era completamente affollata e questo ha ulteriormente migliorato le cose, l'orchestra era posizionata nella parte anteriore della navata centrale, il coro era disposto su gradinate subito dietro alla balaustra. L'assenza di grandi superfici piane ha scongiurato la possibilità di echi fastidiosi.

La struttura interna barocca:

La chiesa seicentesca, ma alcune parti importanti sono sostanzialmente coeve al grande artista Mozart
( es. il pulpito, il battistero, gli stalli del coro, la Madonna dello Schiaffino, le prospettive dell'abside ), questo ha contribuito - senza dotte spiegazioni - a percepire coerente la musica con l'ambiente, a penetrare meglio la sensibilità dell'epoca.

Il momento storico:

Nel tempo di ritorno a Vienna da Salisburgo, sua città natale, Mozart e la moglie Costanze sono ospiti a Linz del conte Joseph Anton Thun, che organizza un concerto in onore dell'amico musicista.

Sinfonia n. 36 in Do maggiore KV 425 ' LINZ '

Mozart - meno che trentenne - scrive al padre Leopold Martedì 4 novembre darò un concerto qui in teatro, ma, non avendo con me nessuna delle mie sinfonie, ne sto componendo una a gran velocità, perché devo terminarla in questa data . Così in 4 giorni nasce la sinfonia "Linz". È per una occasione festosa, lo fa intravvedere la tonalità di Do maggiore, l'uso nell'orchestrazione delle trombe, dei timpani. Mozart tuttavia utilizza questi strumenti per dare alla sinfonia un carattere imponente e non esattamente galante.

Tutte le principali scelte stilistiche rimandano a Haydn: dalla brillante strumentazione ( ancie, fiati, timpani, archi.) all'impostazione strutturale; ma i frquenti cromatismi e i chiaroscuri espressivi mostrano palesemente la mano dell'autore. Si impone il carattere sinfonico della scrittura, con il continuo intreccio fra i diversi gruppi strumentali e il dipanarsi plastico del fraseggio.

Krönungsmesse in Do maggiore KV 317 per Soli, Coro, Orchestra e Organo

Ogni brano della "Krönungsmesse" è un canto che ha una propria vita autonoma. Ma questi brani, che musicalmente sono Arie con accompagnamento e movimenti di una sonata o di una Sinfonia, si uniformano scrupolosamente e con naturalezza al significato profondo del testo sacro.

L'accordo di Do da cui prende slancio il Kyrie iniziale sembra il leitmotiv che la sostiene e la guida fino alla fine: anche quando le voci lo abbandonano, gli strumenti lo ripetono senza stancarsi fino a ricondurvele definitivamente. Ciò esprime la gioiosa certezza e stabilità di una fede in cui l'autore si sente sicuro e disinvolto di fronte a Dio. "Se il canto è bello, Dio sarà contento"

Impressioni sulla interpretazione proposta dal direttore Paolo Sperandio:

Vengono da una realtà di gente comune, che sa apprezzare la buona musica, nulla di specialistico. Certamente sonorità potenti, capaci di smuovere emozioni.

I più anziani ricordano di quando - siamo negli anni '50 - a Santa Maria la domenica c'era la messa cantata ( la "messa grande" ), il coro era affollato dai pescatori che eseguivano con voci decise, robuste, appassionate - e perchè no? Con grande fede popolare - le parti della liturgia. Anche allora la chiesa era totalmente zeppa.

Le similitudini tra due momenti pur così distanti paiono evidenti. Questa esecuzione - una prova alla settimana per un anno - è riuscita a radunare la città, e non solo, gente anche da altre località del Tigullio. Il coro di 64 elementi è una realtà cittadina, non più parrocchiale, l'orchestra di 39 elementi è Ligure. Nell'oggi la capacità di coagulare così tante persone a una fatica, a un obiettivo comune, appare come cosa grandiosa. Moltissimo volontariato, e una grande tenacia nella ricerca degli Sponsor.

 

 

 

 

Da sinistra: Eliana VANNUCCI soprano, Marta PERI contralto, Paolo SPERANDIO direttore, Pietro CHIARI tenore, Carlo PRUNALI basso,
Davide NOCETI organo [ ritaglio di foto aggiunto da Adeste Fideles - Santo Stefano del Ponte ].