Non temere, piccolo gregge

Le tre piccole parabole che Gesù utilizza per il suo insegnamento: (quella del padrone che si è allontanato per le nozze e sta per tornare, quella del ladro che vuole tentare un furto, quella del padrone che si è assentato affidando a un amministratore la cura della casa), ci presentano uno spazio di tempo che tende verso un momento cruciale, quello dell’arrivo del padrone o quello della venuta del ladro. L’insegnamento riguarda dunque il senso del tempo, sia quello della storia, sia più precisamente, il tempo della nostra vita. Già i sapienti antichi hanno riflettuto sul senso del tempo, anche nella Sacra Scrittura il libro di Qoelet fa una riflessione sullo scorrere del tempo.

L’esperienza della vita, con l’alternarsi di fatti positivi o negativi, non mostra in modo evidente l’esistenza di un architetto che sta costruendo nella storia un suo progetto. Alcuni uomini hanno perciò pensato che i diversi avvenimenti si accostassero gli uni agli altri in modo del tutto casuale, tanto da dire che la storia non è governata da un Essere sapiente, ma affidata al Caos. Da questo modo di vedere la vita, derivano delle conseguenze anche molto concrete. Se non c’è un senso nei fatti della storia, non serve avere memoria del passato e nello stesso tempo non serve progettare il futuro, l’unica cosa che conta è vivere al meglio il presente. Questo modo di pensare ha avuto anche eco nelle espressioni della letteratura e della poesia; a molti di noi verranno in mente i versi studiati a scuola: “Chi vuol esser lieto, sia: Del doman non v'è certezza.” Questo modo di pensare è anche diffuso nella nostra società, che ha visto fallire l’illusione di un continuo progresso e che si trova di fronte a problemi come la tutela dell’ambiente, i conflitti etnici e religiosi che sembrano insolvibili.”.

Da questa visione senza speranza derivano alcuni comportamenti che mettono al centro l’interesse personale (penso per me), e che restringono l’orizzonte al presente (penso a oggi). Un esempio di questo modo di pensare lo vediamo nel comportamento dei giovani, che rimandano all’infinito ogni scelta definitiva come il matrimonio o il seguire una vocazione, che affrontano con poche motivazioni i percorsi scolastici, che vivacchiano per anni fuori corso all’università.

Con le tre parabole Gesù presenta invece il tempo che va verso un compimento, Dio sta dando a tutti un appuntamento che è rappresentato dal ritorno del padrone. La parola più importante è quella nella quale Gesù annuncia: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”. Guardare alla storia nella luce di Gesù, vuol dire credere che nei fatti della vita si manifesta la volontà di Dio che vuole donare il Suo amore. Dio non compie il Suo disegno a prescindere dall’uomo e dalla sua collaborazione, rivolge con Gesù un appello alla libertà dell’uomo perché riconosca questa intenzione di Dio e vi partecipi con le sue scelte di vita.. .

Il tempo è perciò lo spazio che ci è dato per compiere delle scelte, per vivere una responsabilità. La parola di oggi viene a disturbarci un po’ in questo tempo, che giustamente dedichiamo alla vacanza e al riposo, richiamandoci a utilizzarlo anche per delle scelte di riflessione spirituale e di servizio agli altri, che nella vita ordinaria non riusciamo a vivere. Il fatto che l’ora del ritorno del padrone sia incerta, non serve a metterci paura e a farci temere quell’appuntamento, ma piuttosto a farci sentire la preziosità del tempo e a dirci di non rimandare a domani quell’impegno che possiamo incominciare a vivere oggi.

il Parroco